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Tuesday, September 16, 2014

#ebooks #faidate / #diy #scopertaguidata / #webquest #piratebox #marianomaponi #slideshare

Il libro digitale a scuola fai da te

http://www.slideshare.net/maponi/14sett14ebook-diy















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Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze Digitali e Scuola Digitale in ottica di genere. Le slide del mio intervento a Matera, 13 settembre 2014 nell’ambito della due giorni di seminari su “Smart City e Smart Community in ottica di genere nell’attività di governance: dalla normativa all’azione amministrativa e sociale”.
Iniziativa organizzata e promossa dalla consigliera di Parità Regionale di Basilicata Maria Anna Fanelli che ringrazio per aver coinvolto anche me, insieme all’Associazione Stati Generali dell’Innovazione e alla Rete Wister.
Con il digitale, abbiamo il mondo in tasca, racchiuso nel nostro smartphone o nel nostro tablet. Perché la scuola oggi dovrebbe occuparsi delle competenze digitali? Per tante ragioni.
Per comprendere e usare le tecnologie “smart” e i social non solo a scopo ludico ma per l’apprendimento continuo e per sviluppare le competenze digitali oramai indispensabili.
competenze digitali

Thursday, August 28, 2014

#cositorneremoricchi #festlett2014 #festivalletteratura #JeremyRifkin #culturalshock #digitaltrasformation


Jeremy Rifkin: "Così torneremo ricchi"

www.huffingtonpost.it/2014/09/01/story_n_5746282.html?utm_hp...
Jeremy Rifkin: "Così torneremo ricchi". L'Espresso. Pubblicato: 01/09/2014 10:12 CEST Aggiornato: 27 minuti fa. JEREMY RIFKIN. Espresso. Condividi · Tweet



  1. L'Espresso ‎- 22 ore fa
    È già così per quegli svariati milioni di pionieri che hanno trasformato le loro abitazioni e le sedi delle loro attività in microcentrali capaci 









  • www.festivaletteratura.it/download/programma/programma2014.pdf
    E buon Festivaletteratura a tutti. nicola sodano Sindaco di Mantova ...... Jeremy Rifkin, autore di La società a costo marginale zero – si sta spostando dalla.
  • Festivaletteratura

    www.festivaletteratura.it/eventi.php?data=sabato
    06/09/2014 - 10:00, Archivio di Stato di Mantova - Sagrestia della SS. Trinità, ingresso ... Italo Lupi non potrà essere a Mantova. Al suo posto, in ..... Jeremy Rifkin.
















  • http://www.aghenorblog.com/2014/07/02/digital-trasfomation-3-ostacoli-culturali-da-superare-2/

    Tuesday, August 26, 2014

    #RicordiamociDiLeggereIlgiornale: #lastampa #corrieredellasera #larepubblica .... #10punti #gianninirenzi #scuola #futuro

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    Cosa si chiede a una scuola moderna

    Marco Rossi Doria
    27/08/2014
    La Stampa
    Il premier fa molto bene a ripetere che il futuro dell’Italia è determinato dal futuro delle nostre scuole. Si vedrà quel che sarà fatto, a partire dal prossimo Consiglio dei ministri. Ma, intanto, una cosa è certa: sono finiti gli anni cupi del disinvestimento in istruzione, nei quali la nostra scuola veniva considerata una zavorra anziché il più importante degli investimenti.
    Ma quale scuola serve per il futuro? Per rispondere è davvero importante partire dai ragazzi. E dal migliore lavoro dei docenti. E da come le due principali risorse della scuola hanno saputo rispondere al lungo stallo italiano e poi alla crisi. Chi frequenta i ragazzi e osserva come crescono e imparano e ne ascolta i sogni e le aspirazioni, vede bene che viviamo una vera crisi educativa dovuta al frequente prevalere, nelle famiglie e altrove, della protezione rispetto alla promozione, alla diffusione di modelli adulti fragili e, poi, alla percezione, presso tanti giovani, che le posizioni di rendita nel loro Paese prevalgono sul merito e che l’impegno può essere vanificato. Ma vede anche che i ragazzi sanno apprezzare modelli adulti solidi se disponibili a un incontro autentico tra generazioni, che sia senza abbandoni né confusioni. Chiedono ascolto e riconoscimento. Ma accettano regole e limiti se sono giusti e chiari. Vogliono essere valutati senza finzioni e, se ciò accade, sono disposti a riconoscere le proprie debolezze e cambiare. A scuola come altrove i ragazzi imparano a impegnarsi quando sono partecipi di una comunità sana, capace di routine, rito, scoperta, reciprocità, riparazione. E chi fa buona scuola vede che, se le conoscenze di base vengono consolidate presto e bene, i ragazzi sono tanto più capaci di imparare quanto più il percorso di apprendimento, anche complesso, sa misurarsi con il creare, organizzare, esplorare con molti diversi media, nuovi e anche tradizionali, unendo mente e mani, ricerca, studio e azione. Ogni volta che ciò accade, viene riconosciuta la guida dei docenti, si impara di più emeglio, si cercano nuovi traguardi di conoscenza. Se i ragazzi sono ben guidati, fanno bilanci onesti di ciò che sanno o devono ancora imparare. E’ commovente vedere quanto sono contenti i nostri figli e nipoti quando – dalla scuola dell’infanzia fino al dottorato di ricerca – hanno superato delle prove a scuola accompagnati da insegnanti dediti e capaci. Così, è importante vedere come tanti ragazzi sanno molte cose, imparandole a scuola e – va detto – anche fuori da scuola, nel volontariato, nello sport o con lamusica, con gli amici, viaggiando, in famiglia, in esperienze di stage e lavoro; e come tutto questo diviene sapere se la scuola sa favorire l’intreccio tra quel che s’impara fuori e dentro. E’ altrettanto importante notare come i ragazzi che non hanno finito neanche le scuole superiori – sono stati quasi 3milioni negli ultimi 15 anni, una perdita paurosa per l’Italia – appena diventati adulti spesso richiedono di tornare ad imparare e di avere, però, il pieno riconoscimento di quanto hanno appreso nell’apprendistato, nel lavoro e nella vita. Vi è una grande «capacità ad aspirare» dei nostri ragazzi, che non vedono l’ora di uscire dal parcheggio dell’attesa. Ben più che in passato. Intorno a noi stanno, infatti, crescendo modi nuovi di mettersi in gioco appena usciti dagli studi: nelle imprese che uniscono ambiente, beni culturali, agricoltura, nuove tecnologie, nellemolte forme di auto-impiego spesso inventato tra coetanei, dove prevalgono le reti e i legami cooperativi rispetto alla tradizionale competizione, nei nuovissimi modi della produzione industriale e nel making, nei servizi in costante trasformazione, nell’insistenza nell’unire ricerca e lavoro, gratuità d’impegno e conquista di reddito e indipendenza, nonostante tutto. E’ dalla generazione successiva alla seconda guerra mondiale che non si vede un movimento simile. E sono le avversità dell’Italia immobile da troppo tempo e poi colpita dalla lunga crisi – vissute sulla propria pelle da questi ragazzi – a produrre, paradossalmente, il movimento e la speranza sulla quale creare una nuova scuola. Così, i caratteri di questa nuova scuola – da troppo tempo attesa e rimandata – appaiono via via più chiari. Gli edifici scolastici devono essere sicuri, con spazi aperti all’interno e verso fuori e attrezzati per favorire ogni tipo di laboratorio con molti diversi media. Va rafforzata la scuola della prima infanzia e il suo decisivo ruolo di dialogo con i genitori sui comuni compiti educativi. La scuola di base deve sempre più garantire a tutti un apprendimento precoce rigoroso. Le scuole superiori devono sapere unire studio e laboratorio a scuola con apprendimento pensato fuori, nelle città, in mezzo al nostro straordinario patrimonio culturale e naturale, frequentando i posti del produrre, ricercare, fare. Va strutturato il sistema di conoscenze e competenze richieste per livelli, raggiungibili a scuola o anche dopo la fine della scuola senza dover per forza bocciare ma facendo rigorosi bilanci di competenze che attestano ciò che sai e ciò che devi apprendere per poter accedere ai percorsi successivi. Le scuole devono avere più autonomia per dare stabilità e dignità sociale ai docenti, organizzare meglio un lavoro complesso e sempre meno standardizzato, capace di sostenere davvero le parti deboli, le inclinazioni e la scoperta delle parti sconosciute di ogni ragazzo. Va sostenuta la capacità dei gruppi docenti di gestire la relazione educativa, trasformare la didattica, promuovere comunità, sostenere le fragilità, dialogare tra scuola e altri luoghi dell’apprendere e famiglie, riconquistare alla scuola chi ne cade fuori. Per i luoghi della dispersione scolastica di massa va creata una forte regia nazionale. Va sostenuto e pagato il tempo di preparazione, formazione e riflessione dei gruppi docenti. La valutazione partecipata di tutto il sistema d’istruzione va estesa e migliorata. Se l’Italia saprà avviarsi presto su questa strada, ci sarà molto lavoro da fare ma la sfida potrà essere vinta  

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    shadow
    ROMA - Sono 120 mila, più ventimila tra bidelli e segretarie: costano quasi un miliardo all’anno e lavorano per coprire i buchi nell’organico della scuola. Sono i supplenti che venerdì Matteo Renzi e Stefania Giannini vorrebbero trasformare in nuovi assunti. Non tutti certo, per questione di costi e di risorse e anche perché non tutte le supplenze sono uguali: ci sono emergenze, brevi assenze e poi supplenze annuali che si ripetono negli anni, a volte anche per decenni perché la cattedra non è «disponibile» ma di fatto i supplenti si alternano in un posto che potrebbe essere fisso.
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    http://www.repubblica.it/scuola/2014/08/26/news/infografica_i_dieci_punti_del_cambiamento-94463896/?ref=fbpr

    http://www.repubblica.it/scuola/2014/08/26/news/riforma_scuola_giannini_riepilogo-94461134/

    http://www.repubblica.it/scuola/2014/08/26/news/piano_governo_rivoluzione_scuola-94445790/

    http://www.repubblica.it/scuola/2014/08/25/news/giannini_supplenze-94433397/?ref=HREA-1

    Sunday, August 24, 2014

    #WikiHouse: tutta utopia ?


    L’architecture open source

    Une habitation… fait maison ?
    L’architecture open source



    Dans un futur proche, les architectes pourraient bien être amenés à changer leurs plans… pour laisser chacun d’entre nous s’en emparer

    The Folk House

    Il ne s’agit cependant que d’une question de temps : à l’heure où l’imprimante 3D concurrence la bétonnière sur les chantiers, la seule différence entre l’architecture d’hier et celle de demain pourrait bien être… la connexion internet.

    http://www.wikihouse.cc/


    Thursday, August 21, 2014

    Malher - Symph. #1 - Columbia / Walter

    Mahler - Symphony n°1 - Columbia / Walter - YouTube

    www.youtube.com/watch?v=vDkf1nJk40g
    03/feb/2013 - Caricato da incontrario motu
    Bruno Walter was a friend of Mahler's, and the earliest champion of his music. Leonard Bernstein was a student ofBruno Walter and carried 

    Tuesday, August 12, 2014

    Nel 70° dell'eccidio dei 560 di Stazzema / #560Stazzema


    [THE SLAUGHTER]

    The victims’ list - Incomplete list


    http://www.santannadistazzema.org/sezioni/THE%20MEMORY/elenco_pagine.asp?Sez_ID=222&Box_ID=2528


    http://en.m.wikipedia.org/wiki/Sant'Anna_di_Stazzema_massacre






    https://www.flickr.com/photos/60258310@N03/5815572363














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    Sant'Anna di Stazzema: Napolitano, "uno spiraglio per la verita'"

    Sant Anna di Stazzema Napolitano   uno spiraglio per la verita
    10:24 12 AGO 2014

    (AGI) - Roma, 11 ago. - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del settantesimo anniversario dell'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema, ha inviato al Sindaco, Maurizio Verona, il seguente messaggio: "Desidero non far mancare in questa dolorosa e solenne giornata il mio memore, sempre solidale saluto alla popolazione di Sant'Anna di Stazzema insieme con la mia ammirazione per quanti continuano instancabilmente ad operare per la causa della verita' e della giustizia nel 70° anniversario di una strage che ha inorridito il mondo"


    https://www.agi.it/politica/notizie/sant_anna_di_stazzema_napolitano_uno_spiraglio_per_la_verita-201408121024-pol-rt10034


     E saluto con speranza il riaprirsi di uno spiraglio per la ricerca delle responsabilita' in sede giudiziaria nell'amica Germania.

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