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Wednesday, October 30, 2013

Caro Babbo Natale, portami UN RILEVATORE DI MICROSPIE (un acchiappa cimici nascoste :-) Per l'intanto pernacchie alle 'ciabatte' :-P

ALLA FINE DI QUESTO POST
DOVREMMO SAPER RICONOSCERE E SCOVARE:
microspie (audio) e microtelecamere (video)
che a nostra insaputa potrebbero essere state installate, ben nascoste, in una ciabatta elettrica o in un portachiavi di casa nostra :-(






RINGRAZIO personalmente la coraggiosa
conduttrice di Geo Rai3 Sveva Sagramola!
Ottima lezione di Educazione Tecnica
live nella puntata odierna :-)

***********
(Esempio)
MICROTELECAMERA 'da' PORTACHIAVI












Come difenderci?
Con un RILEVATORE di MICRO SPIE / MICTRO TELECAMERE
A seguire
Copia del passaggio clou della puntata
(30 / 10 / 2013: riprodotto in proprio ad uso didattico)

https://www.youtube.com/watch?v=Fq_DfVqrSG0&feature=youtube_gdata_player
http://www.geoegeo.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-4d1cb292-3750-499c-8174-9ca52b5ef287.html
http://www.geoegeo.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-80d76ef9-3970-4620-a06c-c82a1fe44305.html

A Milano la prima classe elementare digitale al 100%

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/news/milano_tablet_digitali_e_lavagne_virtuali_la_prima_classe_completamente_digitale-69756528/#gallery-slider=69757086

Milano, tablet digitali e lavagne virtuali:

la prima classe completamente digitale

Una terza elementare dell'istituto Enrico Toti, nel capoluogo lombardo, è la prima in Italia ad avviare il progetto nella scuola primaria in Italia: una dotazione (gratuita) da 15mila euro. Poi toccherà a Gorgonzola, Lodi e Pavia
La tecnologia entra in aula. A partire da Milano, dove una terza della scuola primaria Enrico Toti in via Cima, nel quartiere Ortica, è diventata la prima classe elementare digitale d’Italia. La vecchia lavagna di ardesia è scomparsa per lasciare il posto all’E-Board con touch screen: sui banchi dei 26 alunni i tablet affiancano quaderni e libri di testo. Il tutto con la facoltà, per gli insenanti, di bloccare alcune funzionalità dei tablet e addirittura spegnere tutti i dispositivi in automatico. È il primo passo ufficiale del progetto Smart future, promosso dal colosso sudcoreano dell’elettronica Samsung per favorire l’applicazione della tecnologia in ambito didattico: oltre alla Toti, in Lombardia verranno coinvolte altre tre scuole a Gorgonzola, Lodi e Pavia.


“Sono orgogliosa di prendere parte a questo progetto – spiega il dirigente scolastico Elena Borgnino – Significa sperimentare un percorso innovativo, offrendo a docenti e alunni un’opportunità unica per integrare l’esperienza educativa con strumenti all’avanguardia, come sta già accadendo in altri Paesi europei. Anch’io ho partecipato al corso di formazione rivolto alle insegnanti. Per noi è un arricchimento professionale”. Entro la fine del 2013 l’iniziativa interesserà 25 scuole in sette regioni italiane e nel 2015 gli istituti saranno quasi 300 su tutto il territorio nazionale, selezionati fra quelli che operano in situazioni difficili per la massiccia presenza di alunni stranieri e disabili o perché sono piccoli plessi a rischio chiusura.


“Seguiremo costantemente gli sviluppi del progetto, in modo da verificare l’impatto della tecnologia sulla didattica e la percezione che ne avranno bambini, famiglie e insegnanti – assicura Pier Cesare Rivoltella, direttore del Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia dell’università Cattolica e rappresentante del gruppo di esperti istituito ad hoc dalla multinazionale asiatica – A dicembre inviteremo a Milano tutti i 25 dirigenti scolastici coinvolti nel progetto nel 2013 per raccogliere le loro opinioni e a marzo del prossimo anno saremo in grado di stilare un primo rapporto”.

Digitalizzare l’insegnamento significa rendere più interattive le lezioni, che “possono essere seguite in diretta anche dagli alunni assenti grazie alla possibilità di collegare ogni tablet alla rete comune dell’istituto – interviene Carlo Barlocco, senior vice president di Samsung Italia – E i nostri sviluppatori stanno lavorando a programmi mirati per agevolare bambini dislessici, disgrafici e non vedenti. Vorremmo dimostrare che la scuola digitale funziona e che vale la pena investire su questi nuovi strumenti didattici. Oggi i giovani imparano soprattutto attraverso le immagini ed è importante che in aula si parli la loro lingua, utilizzando le stesse tecnologie di cui dispongono a casa”.

Ogni classe di Smart future riceve gratuitamente una dotazione tecnologica per una valore di 15mila euro: “Uno sforzo importante, che spingerà forse altre aziende a puntare sul futuro dei nostri giovani. Non abbiamo nessuna remora ad accettare l’aiuto dei privati quando ci consente di aggiornare la nostra offerta formativa – conclude Francesco de Sanctis, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale lombardo – In Lombardia abbiamo già digitalizzato oltre mille classi delle superiori. Dobbiamo continuare su questa strada, in modo che i bambini non subiscano il progresso tecnologico ma imparino a sfruttarlo nel loro percorso di crescita”.

Tuesday, October 29, 2013

Michele Mirabella ospita oggi il dott Sandro Sorbi, ordinario di neurologia.

Scoperti 11 nuovi geni associati
al morbo di Alzheimer

ricerca comparsa sulla rivista scientifica Nature genetics, realizzata dai principali consorzi europei e americani del settore e col contributo dell’Università di Firenze. Fra gli autori dell’articolo Benedetta Nacmias, ricercatore in neurologia, e Sandro Sorbi, ordinario di neurologia, entrambi afferenti all’Ateneo fiorentino. 

ELISIR / Rai3
 http://www.elisir.rai.it/dl/portali/site/page/Page-8db85911-c817-45dd-a801-ece6dfb64423.html?refresh_ce





SCIENZA / La Stampa
ICERCA

Scoperti 11 nuovi geni associati
al morbo di Alzheimer



Alcuni sono coinvolti nel funzionamento dell’ippocampo,
la prima area cerebrale che si altera
a causa della malattia
FIRENZE
Scoperti undici nuovi geni associati alla malattia di Alzheimer, che possono cioè contribuire a determinare lo sviluppo della patologia.  

Questo il risultato di una ricerca comparsa sulla rivista scientifica Nature genetics, realizzata dai principali consorzi europei e americani del settore e col contributo dell’Università di Firenze. Fra gli autori dell’articolo Benedetta Nacmias, ricercatore in neurologia, e Sandro Sorbi, ordinario di neurologia, entrambi afferenti all’Ateneo fiorentino. 

La strategia dello studio che ha coinvolto i soggetti in più repliche, ha portato a evidenziare risultati significativi a livello di geni, alcuni dei quali consentono di approfondire l’importanza di meccanismi della malattia già noti (associati alle proteine amiloide e tau), mentre altri sottolineano la rilevanza di nuove aree del cervello di potenziale interesse per la comprensione delle cause della malattia.  

Alcuni di questi nuovi geni sono infatti coinvolti nel funzionamento dell’ippocampo, la prima area cerebrale che si altera a causa dell’Alzheimer, e nelle attività di comunicazione tra i neuroni. «Si tratta, in tutti i casi, di meccanismi - ha spiegato Nacmias - che hanno un ruolo importante nei processi che possono portare a neurodegenerazione. Ulteriori studi sono necessari per caratterizzare queste varianti dal punto di vista funzionale, per chiarire la loro associazione con il rischio di malattia e per definire meglio il loro ruolo nella fisiopatologia dell’Alzheimer».  

«Questi nuovi dati forniscono nuovo impulso alla ricerca - ha commentato Sorbi - suggerendo indicazioni anche per lo sviluppo di strategie terapeutiche». 

La malattia di Alzheimer è un processo neurodegenerativo che provoca un declino globale delle funzioni della memoria e di quelle intellettive, associato a un deterioramento della personalità e della vita di relazione. La malattia è causata da fattori genetici e ambientali, che favoriscono la progressiva deposizione all’interno del cervello di una particolare proteina, denominata beta-amiloide, con conseguenze tossiche sui neuroni, favorendo la progressiva degenerazione cerebrale. La malattia colpisce in modo conclamato circa il 5 per cento delle persone oltre i 60 anni. In Italia si stimano circa 600.000 ammalati. Il costante aumento della popolazione in età senile sta rendendo questa patologia una vera e propria «epidemia silente», con elevati costi sociali ed economici. 

Monday, October 28, 2013

§ 1841-1848 Tempo di stazioni (Maria-Novella e Leopolda) a Firenze §§ Anni '90 (1990) La Leopolda come un piccolo D'Orsay :O

§ 1841-1848
Tempo di stazioni (Maria-Novella e Leopolda) a Firenze
§§ Anni '90 (1990)
La Leopolda come un piccolo D'Orsay

...........................


http://it.m.wikipedia.org/wiki/Stazione_Leopolda_(Firenze)
















http://www.stazione-leopolda.com/spazio_planimetrie.php



http://fr.m.wikipedia.org/wiki/Mus%C3%A9e_d%27Orsay

Grande galerie du musée d'Orsay



Friday, October 25, 2013

Un po' anche a me, grazie! ;-) (nb x tt gli inss di sostegno :)

Massimo Gramellini, Un po' d'olio, grazie,  La Stampa.
http://www.lastampa.it/2013/10/26/cultura/opinioni/buongiorno/un-po-dolio-grazie-BF0uql0n7Pmo4rCinXbFgN/pagina.html
Un po' d'olio, grazie. massimo gramellini. Nessun laboratorio riuscirà mai a isolare la sostanza che Augusto Odone e sua moglie Michaela...

BuoNGIORNO
26/10/2013

Un po’ d’olio, grazie

MASSIMO GRAMELLINI
Nessun laboratorio riuscirà mai a isolare la sostanza che Augusto Odone e sua moglie Michaela utilizzarono per allungare fino a trent’anni la vita di Lorenzo, il bimbo colpito da una forma feroce di distrofia che la scienza ufficiale aveva già dato per perso. In suo onore lo si è chiamato Olio di Lorenzo, un miscuglio di essenze d’oliva e di colza che quei genitori a digiuno di medicina misero a punto nelle notti insonni, dopo avere accumulato ogni nozione possibile sulla malattia del figlio. Ma non è quell’olio, a cui pure in seguito è stata riconosciuta una qualche dignità scientifica, il miracolo dei coniugi Odone che continua a emozionarci. Il miracolo è la pulsione che li spinse a fare qualcosa di assolutamente folle, come improvvisarsi – lui economista, lei glottologa – scienziati potenziali. Se si fossero messi a elucubrare razionalmente i pro e i contro di una scelta simile, non si sarebbero neppure azzardati ad attuarla. Invece una forza assurda – una «mania divina» avrebbe detto Platone – si è impossessata di ogni fibra del loro essere. Ed è stata questa forma di follia, sublimata ma non sostituita dalla ragione, a trasformarli in creatori. 

Augusto Odone ha raggiunto ieri, a 82 anni, la pianura fuori dal tempo dove passeggiano i suoi cari. Ma a me che, come tanti, comincio ogni giornata con pensieri di rabbia, rassegnazione e inadeguatezza, la sua storia continuerà a insegnare che con l’amore si può fare tutto e che tutto, nella vita, va fatto con amore.  

Comments
......................
--(d)- QUALE FAMIGLIA(¿), oggi?
--(r)- Intanto, FAMIGLIA ! 
E poi 'FAMIGLIA COME'!
.................................................................
Lorenzo's Oil inventor Odone dies


Thursday, October 24, 2013

L'Homo Sapiens e la Sella dello Stretto di Messina




  1. Ricerca Enea, Homo Sapiens arrivò in Sicilia tramite un ponte roccioso | Meridiana Notizie

    www.meridiananotizie.it/.../ricerca-enea-homo-sapiens-...
    17/set/2013
    Una migrazione resa possibile dall'abbassamento del livello del mare e dall' emersione di una Sella sommersa dello Stretto di Messina.
 il Ponte sullo Stretto esisteva già 20.000 anni fa - YouTube
Ywww.youtube.com/watch?v=Ljp2CKxI6-s
20/set/2013 - Caricato da francosmith5
E' l'ultima rivelazione sul tanto discusso Ponte sullo Stretto... Dunque il cosiddetto ponte tra Sicilia e Calabria era costituito da una sella di roccia, che... dagli scienziati nella grotta di San Teodoro, nei pressi di Messina


http://it.m.wikipedia.org/wiki/Grotta_di_San_Teodoro
38°03′00″N 14°35′29″E / 38.050000°N 14.591319°E 


'Darwinismo energetico': crisi dell'energia fossile e centralizzata" / ENERGY DARWINISM


http://www.qualenergia.it/articoli/20131018-il-darwinismo-energetico-che-mette-crisi-utility-e-fonti-tradizionali


Wednesday, October 23, 2013

ePortfolio > eRegistro ;-) Privacy > Conservazione


 http://halfanhour.blogspot.it/2013/10/a-few-words-on-eportfolios.html

Wednesday, October 23, 2013

A Few Words on ePortfolios

I was asked, I think that it would be of a great interest that you (as a world wide reference in education) can write a very brief review (between 200-300 words) about your vision regarding ePortfolios. 




e-Portfolios have been around for a number of years now and we're beginning to see how they may be applied in learning and development. An e-portfolio is a collection of digital materials uploaded by a student to an e-portfolio repository;
[...]
§ E-REGISTRO 
  Il Ministro Carrozza, in sintonia con quanto disposto dal Decreto del Fare, ha posto tra le questioni capitali della sua agenda la digitalizzazione della scuola, di cui il registro elettronico obbligatorio, per quanto importantissimo, non è che una faccia della medaglia. Come intende il Miur perseguire l’obiettivo digitale?

“Il Ministro Carrozza ha scelto finora di rallentare l’introduzione di registri elettronici ed e-book obbligatori perché siamo di fronte a un passaggio epocale ed è giusto affrontarlo analizzando i pro e i contro di tutti gli strumenti disponibili, non soltanto degli e-book, alla luce delle sperimentazioni in corso e delle pratiche più avanzate delle scuole. Abbiamo già previsto nel Decreto Scuola un piano di formazione in servizio dei docenti sulle tecnologie digitali e stiamo pensando a degli incontri nazionali per approfondire queste tematiche pubblicamente, anche sotto il profilo cognitivo perché l’obiettivo ultimo è sempre quello di migliorare l’apprendimento dei ragazzi, che avviene in molti modi diversi.”

http://en.m.wikipedia.org/wiki/Maria_Chiara_Carrozza

Registro Scolastico Elettronico. Il Miur sul registro scolastico del ...
www.controcampus.it/.../registro-scolastico-elettronico-il-miur-sul-registro-...
17/set/2013 - I 2/3 sono soddisfatti del registro scolastico elettronico e della sua ... per problematiche di privacy, sicurezza e conservazione affidabile dei dati, ...

[PDF]' Registro elettronico classe Registro elettronico docente ... - Glik
www.glik.it/_static/V00012/allegati/Didanet/Didanet_3926_12.pdf
protocollo firma e conservazione digitale, nel completo rispetto della Q ... Il registro elettronico è solo ... rispetto delle normative italiane sulla privacy per gli Enti.
Scuola; dopo pagelle e iscrizioni on-line ecco il registro elettronico
www.leggioggi.it/.../scuola-dopo-pagelle-e-iscrizioni-on-line-ecco-il-registr...
19/lug/2013 - ... Processo Civile, Privacy, Diritto d'autore, Consumatori, Condominio, Bioetica ... Scuola; dopo pagelle e iscrizioni on-line ecco il registro elettronico ... Se il 98% degli interpellati è consapevole dell'obbligatorietà della norma, ..... di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i ...
[PDF]Linee Guida - istituto statale istruzione superiore
www.isisbisuschio.it/linee_guida_docenti/Linee_guida_docenti.pdf
ALLEGATO N. 1 “Protocollo sulla Tutela della Privacy . ... Il docente è tenuto al rigoroso rispetto dell'orario di servizio, dell'orario di ricevimento e .... scuola” (nel registro elettronico si seleziona la data di assegnazione della .... conservare i documenti e gli atti, sia originali che in copia, contenenti i dati personali in archivio.

phablet = extra-large phone


phablet = extra-large phone

Nokia reveals phablets and tablets
http://www.bbc.co.uk/news/technology-24608498



Big phones
Nokia showed off two phablets at the UAE launch.

Nokia decided to make a Windows RT tablet despite other firms deciding to ditch the platform
Both the Lumia 1520 and Lumia 1320 feature 6in (15.2cm) displays, allowing extra rows of apps to be displayed on their home screens than possible on smaller models.
The firm said that the extra space would also make it easier to use the phones' touchscreen keyboards, suggesting this would appeal to business users who used productivity software.
A new Beamer app will allow the phones to stream the contents of their screens onto to a web browser on a separate display. It works by sending data via Nokia's computer servers.

Complete the post describing the two missing images in a short text. Notify me then here: marco.caramori@gmail.com :-)




http://en.m.wikipedia.org/wiki/List_of_earthquakes_in_Italy,





http://news.nationalgeographic.com/news/2013/09/130905-tamu-massif-shatsky-rise-largest-volcano-ocea... - http://pinterest.com/pin/455496949783014318/


:-)

Hints
1
http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/6179-terremoto-sud-tirreno-vulcano-marsili - http://pinterest.com/pin/455496949783014321/
2
http://en.m.wikipedia.org/wiki/File:Japan_separation.png

Tuesday, October 22, 2013

Tornate Zefiri di Monteverdi e Non :-)


Zefiro ritorna: tre volte

di Roberto Maragliano
Ascoltando questa Lezione di musica dedicata ai madrigali di Claudio Monteverdi mi sono chiesto se in una scuola effettivamente multimediale giocare e far giocare sui rapporti fra poesia e suono non sarebbe un bel modo per togliere polvere o muffa all’insegnamento letterario. Con buona pace della carta e del suo profumato costo.
Si prenda il caso di Zefiro torna, di Petrarca. Pensate e dite quello che volete ma è indubbio che una pagina manualistica classica come quella che trovate qui dà, del componimento, una rappresentazione asfittica e punitiva. Tutto è volto a togliergli sonorità. E sarà inevitabile, per l’allievo annoiato, chiedersi a che pro il poeta debba darsi tanto da fare se poi le cose che vuole comunicare sono così semplici e banali come quelle che documenta la versione in prosa riprodotta in nota (ma su cui, c’è da giurarci, verterà l’interrogazione).
Allora ben venga Monteverdi se, anch’egli liberato di ogni alone di disciplinarità (anche per non cadere dalla padella dei mancati critici letterari a quella dei mancati musicologi), aiuterà a capire che le parole suonano e che la musica, amplificandone l’identità acustica, svolge ad un tempo una funzione semantica e una estetica.
A questo punto, grazie a Monteverdi, si potrebbe tornare a Petrarca, ed eventualmente farlo leggere. Ovviamente a voce alta.
Utopia? No, c’è chi già lo fa, a scuola. Vedete qui.




 




 Claudio Monteverdi - Zefiro torna e'l bel tempo rimena - Alessandrini

https://www.youtube.com/watch?v=9105NkJxjGA&feature=youtube_gdata_player


Claudio Monteverdi - Zefiro torna e di soavi accenti - Fouchécourt, Padmore

https://www.youtube.com/watch?v=85tCzdRt6UE&feature=youtube_gdata_playerMonteverdi, “Zefiro torna”

Monteverdi: Zefiro torna e... ritorna
Limpidi esempi di prima e seconda practica

Nel metodo dell’analisi contrastiva (quello dell’ “uguale-diverso”, per intenderci) è sempre utilissimo poter disporre di due testi confrontabili, costruiti in modo da essere in parte simili e in parte differenti. In questo caso abbiamo due sonetti sullo stesso soggetto, addirittura col medesimo incipit, il primo è tratto dal Canzoniere di Petrarca (1304-1374), modello dei modelli della poesia successiva, e il secondo è una sua parodia (= riscrittura) del petrarchista Ottavio Rinuccini (1562-1621), con qualche interessante modifica. Ma ciò che rende ancor più intrigante il confronto è che entrambi sono stati musicati da Claudio Monteverdi (1567-1643) a distanza di qualche anno e con una evidente differenza di stile e di struttura compositiva.

Zefiro torna e ‘l bel tempo rimena
testo di Francesco Petrarca, Canzoniere 310
musica di Claudio Monteverdi, dal Sesto libro dei madrigali a 5 voci, 6 [SV 108], (Venezia, 1614) [partitura]

    Zephiro torna, e ‘l bel tempo rimena,
e i fiori et l’erbe, sua dolce famiglia,

et garrir Progne et pianger Philomena,
et primavera candida et vermiglia.
    Ridono i prati, e ‘l ciel si rasserena;
Giove s’allegra di mirar sua figlia;
l’aria et l’acqua et la terra è d’amor piena;
ogni animal d’amar si riconsiglia.
    Ma per me, lasso, tornano i piú gravi
sospiri, che del cor profondo tragge
quella ch’al ciel se ne portò le chiavi;
    et cantar augelletti, et fiorir piagge,
e ‘n belle donne honeste atti soavi
sono un deserto, et fere aspre et selvagge.

Nel primo caso (1614) si tratta di un madrigale a 5 voci (senza accompagnamento strumentale obbligato):
• vi si alternano momenti di imitazione (le voci si inseguono riprendendo gli stessi incisi) e altri diomoritmia (le voci procedono contemporaneamente, quasi sempre a ritmo di danza), con momenti melismatici (note veloci sulla medesima sillaba). Le due quartine presentano la stessa tessitura musicale, come se fossero due strofe.
• All’inizio della prima terzina, come muta il clima del testo che dalla estrinseca felicità primaverile del mondo si rivolge improvvisamente alla tristezza intrinseca del poeta, così la musica cambia di colore, divenendo lenta, bassa, mesta e intessuta di dissonanze (antitesi).
• Lo stesso contrasto ritorna in forma compendiata negli ultimi due versi: ritmo serenamente danzante ai vv. 12-13,
• e doloroso cromatismo fino all’esasperazione nell’ultimo verso, che chiude negativamente la lirica.



Zefiro torna e di soavi accenti
testo di Ottavio Rinuccini
musica di Claudio Monteverdi, dagli Scherzi musicali cioè arie e madrigali, 9 [SV 251] (Venezia 1632) [partitura]

    Zefiro torna e di soavi accenti
l’aer fa grato e ‘l piè discioglie a l’onde

e, mormorando tra le verdi fronde,
fa danzar al bel suon su ‘l prato i fiori.
    Inghirlandato il crin Fillide e Clori
note temprando lor care e gioconde;
e da monti e da valli ime e profonde
raddoppian l’armonia gli antri canori.
    Sorge più vaga in ciel l’aurora, e’l sole
sparge più luci d’or; più puro argento
fregia di Teti il bel ceruleo manto.
    Sol io, per selve abbandonate e sole,
l’ardor di due begli occhi e’l mio tormento,
come vuol mia ventura, hor piango hor canto.

Analoga antitesi si presenta nel secondo madrigale, ma con alcune differenze radicali nella struttura musicale:
• anzitutto si tratta di due voci di tenore sorrette da un basso continuo strumentale;
• la prima sezione (che qui si estende fino al termine della prima terzina) è un flusso sonoro sereno e danzante in forma di ciaccona: un basso ostinato, ossia una sequenza di 8 note che si ripetono sempre identiche:
sopra di esso le due voci di canto intrecciano un dialogo retorico intessuto di madrigalismi (nel testo qui sotto sono segnalate in colore le parole connotate dalla pittura musicale);
• la seconda sezione è triste e mesta, in forma di arioso patetico e infarcito di dissonanze.
• Anche qui, come nel precedente, la seconda sezione comprende un compendio dell’intera lirica, ma il ritorno della prima sezione è limitato alla locuzione “hor canto” (che è conclusiva del testo);
• dopo di che ritorna abbreviata la seconda sezione, ulteriormente gravata di dissonanze;
• infine di nuovo i melismi veloci sulla parola “canto” chiudono in senso circolare la struttura musicale.

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