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Thursday, October 17, 2013

Analisi OCSE della Scuola digitale italiana (... 4 fattori critici ... in neretto :-)

The Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) [L'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE)]
 http://www.oecd.org/about/history/
http://it.m.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_cooperazione_e_lo_sviluppo_economico

http://www.keepeek.com/Digital-Asset-Management/oecd/education/review-of-the-italian-strategy-for-digital-schools_5k487ntdbr44-en#page1 


... I ricercatori che lavorano per istituti come OECD sanno bene che le conclusioni e le relative prese di posizione spettano ai decisori che operano nel contesto, ai ministri, alle forze politiche. La ricerca, piuttosto, serve ad evidenziare i nodi critici del problema, nodi che spesso portano a precise “raccomandazioni” sulle possibili linee d’azione. I nodi sono introdotti da un box (a pagina 25) che riassume sinteticamente le problematiche riscontrate: si va dai problemi di disponibilità delle risorse tecnologiche ai limiti riscontrabili tra gli insegnanti a livello di competenza digitale. La valutazione dei nodi critici riscontrati porta (box a pagina 30) a precise raccomandazioni ispirate al bisogno primario di velocizzare (speed-up) il processo di integrazione delle tecnologie digitali nel sistema scolastico: le raccomandazioni più specifiche riguardano il bisogno di incrementare i budget a disposizione delle scuole, il ruolo di Indire, l’aggiornamento professionale dei docenti (su cui si ipotizza un ruolo attivo delle singole scuole, valorizzando iltraining on the job rispetto ai piani nazionali), l’istituzione di meccanismi premianti per insegnanti innovatori (sul modello francese), l’adozione di politiche di monitoraggio e relative metriche. Si evidenziano inoltre quattro fattori critici, su cui si suggeriscono ipotesi di lavoro precise: 

definire politiche di “cross-government” per agevolare l’incremento della larghezza di banda disponibile;
definire
strategie di coinvolgimento attivo dei genitori sulle tematiche relative all’uso consapevole di Internet e delle risorse in rete; allineare
 il curriculum e le relative procedure di valutazione agli standard legati alle competenze digitali;
integrare
 “longitudinalmente” l’uso educativo e l’uso organizzativo delle tecnologie digitali, ad esempio incentivando l’uso di registri elettronici e promuovendo una anagrafe degli studenti (leggi: portfolio).

Si suggerisce inoltre l’ipotesi che debbano essere varati piani per la collaborazione tra pubblico e privato nell’ambito specifico della produzione e disseminazione dei contenuti digitali (a pagina 32, ad esempio, c’è un richiamo ai modelli americani in tal senso) e che si debba rapidamente procedere a un incremento della massa critica delle risorse digitali a disposizione delle scuole (un messaggio preciso agli editori e ai decisori istituzionali) attraverso 3 strategie che vale la pena di citare in modo letterale: tradurre in italiano e adattare al curriculum risorse educative aperte (OER) disponibili in altre lingue; sviluppare e promuovere una “banca” centrale di risorse per insegnanti che includa ogni risorsa digitale aperta e, se possibile, anche altre tipologie di risorse digitali; incoraggiare gli insegnanti a sviluppare e condividere le loro risorse educative come risorse educative aperte (OER) riconoscendo loro premi e incentivi o attraverso altre dinamiche legate alla reputazione.

Tratto da:
http://www.mariorotta.com/knowledge/2013/10/scuola-digitale-qualche-consiglio-utile/

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